Un altro dei contributi inviatici a racconta@ilmondochevorrei.org. Grazie ancora a tutti per la grande partecipazione.
Vi ricordiamo che è possibile scaricare il bando e la domanda di partecipazione per l’assegnazione delle borse di studio semplicemente cliccando qui.
Vi lasciamo a Valentina che parla del Lavoro che vorrebbe:
“Il lavoro che vorrei…nel mondo che vorrei…sarebbe un lavoro sicuro,che mi permetta di stare tranquilla che quando lo svolgo non mi può succedere niente, e non di morire magari perchè un’impalcatura non è stata fatta secondo le regole. è un lavoro che ho ottenuto dando il meglio di me stessa,senza aver dovuto chiedere favori o raccomandazioni a nessuno, e i soldi che guadagnerei sono soldi sudati. è un lavoro onesto, è un lavoro che farei con passione, è un lavoro che farei per gli altri, nel mondo che vorrei tutti farebbero il loro lavoro così. nel lavoro che vorrei avrei colleghi di culture diverse perchè imparerei che le cose si possono vedere sotto altri punti di vista e si può imparare sempre di più. nel lavoro che vorrei nessuna donna verrebbe licenziata perchè rimasta incinta,e tutti gli uomini andrebbero in congedo per paternità. nel lavoro che vorrei, le donne e gli uomini guadagnerebbero la stessa somma senza che ci sia nessuna discriminazione di genere. nel lavoro che vorrei le persone sarebbero trattate come persone e non come macchine che devono semplicemente produrre. nel lavoro che vorrei non avrei paura di lavorare senza dover essere pagata, perchè ci sarebbero delle buone leggi a tutelarmi, nel lavoro che vorrei tutti avrebbero stipendi dignitosi per potersi assicurare il futuro e per poterlo assicurare ai propri figli. nel lavoro che vorrei nessuno verrebbe discriminato per le sue scelte sessuali. nel lavoro che vorrei,tutti saremo uguali. nel lavoro che vorrei tutti riusciremo a lavorare per vivere e non a vivere per lavorare…solo così riusciremo a costruire un futuro migliore…Perchè io ci voglio ancora credere in un futuro e in un mondo migliore…”.
La mail di Maria ci ha spiazzato, perché non solo immagina un mondo migliore ma ci rende partecipi della sua vita. Un vita segnata da una grande perdita e della sua forza di reagire e lottare contro ciò che l’ ha causata, per far si che non capiti più.
Questa è il contributo di Maria :
“Sono un avvocato lavorista e figlia di un operaio morto di cancro nel 1990 a 65 anni, dopo solo un anno dall’andata in pensione dopo 45 anni di lavoro, causato dall’amianto respirato e senza che ciò sia stato minimamente risarcito.
Per laurearmi ho lavorato, e sono sensibilissima a questo genere di problematiche.
Il fatto che io sia un’accanitissima fan di Vasco Rossi, ha solo contribuito a farmi seguire il concerto del 1° maggio con maggiore attenzione.
Sto per chiudere una causa di un ragazzo di 37 anni che ha perso l’uso del braccio destro a causa di un infortunio sul lavoro, e so già che l’esito sarà negativo.
E’ stato un processo INDEGNO, con testimonianze (fatte da altri operai, è questo l’assurdo) costruite a tavolino con il datore di lavoro ed il suo avvocato.
Il problema difficile è stato ricostruire la dinamica dell’incidente perché il ragazzo non ha trovato nessuno che testimoniasse per lui. All’epoca era senza permesso di soggiorno, dormiva in baracche all’interno dei cantieri, e con la minaccia che se non eseguiva gli ordini veniva rispedito al suo paese.
Io ho contribuito anche economicamente alla Vostra fondazione, perché il ragazzo che ha perso un braccio ha due figli, ed è solo per miracolo che questi ragazzini non debbano far fronte alle Vostre borse di studio.
Finchè non ci saranno magistrati che studieranno i casi sottoposti alla loro attenzione con obiettività e non solo con i cavilli, la situazione non cambierà mai!”
Un nuovo contributo invatoci a racconta@ilmondochevorrei.org . Questa volta ci scrive Dario, che sogna un mondo in cui tutti possano sentirsi gratificati dal proprio lavoro, un lavoro che non uccide ma che riempie la vita di ognuno di noi.
Questo è il suo contributo:
“Il lavoro che vorrei mi farebbe tirar tardi ogni sera, stanco ma felice; mi
farebbe alzare di buon mattino, con le occhiaie, ma pronto e determinato; mi farebbe pranzare, cenare, fare lo spuntino ed andare in bagno in tutta
fretta e lascerebbe poco spazio al resto. Sarebbe il mio principale
interesse ed occuperebbe, in ogni istante, la mia mente, come l’amore occupa il mio cuore, perché sarebbe il lavoro che vorrei!”
Vi ricordiamo che è possibile scaricare il bando per partecipare all’assegnazione delle borse di studio semplicemente cliccando qui.
Appena tornati dalla conferenza stampa del Concertone del primo maggio e abbiamo ancora la pelle d’oca per le parole vibranti di Vasco Rossi. Il rocker di Zocca ha parlato delle morti sul lavoro e ha devoluto il suo pontenziale compenso alla realizzazione di borse di studio per i figli delle vittime sul lavoro.
Una nuova testimonianza del mondo che vorreste. Questa volta è Matteo che ci scrive e ci porta a riflettere sui miglioramenti che meriterebbe questo mondo. Non smettete di raccontarci i vostri sogni e le vostre aspettative all’indirizzo mail:racconta@ilmondochevorrei.org
Vi ringraziamo ancora per le vostre donazioni attraverso i tre canali predisposti per la raccolta fondi, che vogliamo ricordarvi:
1) conto corrente postale n. 95999694 intestato a “ISI Onlus” – Via di Santa Teresa, 23 – 00198 – Roma
2) bonifico bancario al Conto corrente UGF Banca: n. conto 152009 – IBAN IT87 X031 2703 206C C230 0152 009 - intestato a ISI Onlus.
3) 1 SMS al numero unico 48585 (che sarà attivo dal 1 al 10 maggio). I costi: 1 € da cellulari Tim, Vodafone, Wind, Tre e Coop Voce; 2 €, invece, chiamando da rete fissa Telecom Italia.
Vi lasciamo al contributo di Matteo di Cosenza :
Il lavoro che vorrei non sta nelle mani di un bambino sfruttato nelle miniere d’oro, il lavoro che vorrei non sta nelle baraccopoli degli extracomunitari che lavorano in nero, il lavoro che vorrei non sta nella bolletta della luce di un precario neolaureato, il lavoro che vorrei non muore in un’acciaieria siderurgica, il lavoro che vorrei è il lavoro che il potere non vuole che io voglia, ma che non può impedire che io continui a volere!