Il Mondo che Vorrei - Maria

La mail di Maria ci ha spiazzato, perché non solo immagina un mondo migliore ma ci rende partecipi della sua vita. Un vita segnata da una grande perdita e della sua forza di reagire e lottare contro ciò che l’ ha causata, per far si che non capiti più.

Questa è il contributo di Maria :

“Sono un avvocato lavorista e figlia di un operaio morto di cancro nel 1990 a 65 anni, dopo solo un anno dall’andata in pensione dopo 45 anni di lavoro, causato dall’amianto respirato e senza che ciò sia stato minimamente risarcito.
Per laurearmi ho lavorato, e sono sensibilissima a questo genere di problematiche.
Il fatto che io sia un’accanitissima fan di Vasco Rossi, ha solo contribuito a farmi seguire il concerto del 1° maggio con maggiore attenzione.
Sto per chiudere una causa di un ragazzo di 37 anni che ha perso l’uso del braccio destro a causa di un infortunio sul lavoro, e so già che l’esito sarà negativo.
E’ stato un processo INDEGNO, con testimonianze (fatte da altri operai, è questo l’assurdo) costruite a tavolino con il datore di lavoro ed il suo avvocato.
Il problema difficile è stato ricostruire la dinamica dell’incidente perché il ragazzo non ha trovato nessuno che testimoniasse per lui. All’epoca era senza permesso di soggiorno, dormiva in baracche all’interno dei cantieri, e con la minaccia che se non eseguiva gli ordini veniva rispedito al suo paese.
Io ho contribuito anche economicamente alla Vostra fondazione, perché il ragazzo che ha perso un braccio ha due figli, ed è solo per miracolo che questi ragazzini non debbano far fronte alle Vostre borse di studio.
Finchè non ci saranno magistrati che studieranno i casi sottoposti alla loro attenzione con obiettività e non solo con i cavilli, la situazione non cambierà mai!”

2 Risposte a “Il Mondo che Vorrei - Maria”

  1. Gianluca scrive:

    Cari amici,

    il mio nome è Gianluca e il 19 gennaio 1994 anch’io ho perso mio Padre a causa di un incidente sul lavoro. Ho molto apprezzato l’iniziativa intrapresa, magari ce ne fossero di più nel nostro Paese, ma non posso evitare di sottolineare un aspetto del progetto che ritengo alquanto discutibile: il progetto prevede la possibile assegnazione di borse di studio agli orfani del lavoro di incidenti avvenuti a partire dal 1 gennaio 2005.
    Perchè i giovani studenti che hanno perso un Genitore a causa di un incidente sul lavoro prima di quella data non devono avere la possibilità di usufruire di questo Vostro (Nostro) aiuto?
    Capisco che i fondi raccolti, con ogni probabilità, non basterebbero a coprire le esigenze di tutti gli studenti orfani del lavoro, ma non vorrei che queste belle iniziative puntassero più agli aspetti quantitativi che a quelli qualitativi. Fissare arbitrariamente una data, in iniziative come questa, può essere discriminatorio e generare orfani del lavoro di serie A e orfani del lavoro di serie B.
    Sono già laureato, quindi non sono interessato alla borsa di studio, ma secondo me l’iniziativa dovrebbe essere estesa a tutti gli studenti orfani del lavoro e le risorse recuperate dovrebbero essere distribuite tenendo conto di criteri un pò meno discrezionali e più oggettivi.
    Grazie per l’attenzione, Gianluca

  2. Giovanni scrive:

    Vorrei davvero che ci fossero fondi per soddisfare le esigenze di tutti gli studenti orfani!
    Secondo me si potrà andare ben oltre il limite del 1 Gennaio 2005 con soli 5 Euro a testa (ma che sono? Li spendiamo per c….te!): ero al concerto del Primo Maggio, solo lì eravamo un milione. Speriamo nella sensibilità e nell’intelligenza di tanti. Poi,alla luce dei risultati della raccolta, si potrebbe magari ripensare ai criteri di elargizione delle borse di studio.
    Saluti cordiali a tutti voi,
    Giovanni

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